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Presentazione del prof. Andrea Mazzucato

 SITO DOCENTE

Prof. Andrea Mazzucato

Laureato in Scienze Agrarie nel 1988, presso l'Università degli Studi di Perugia, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in "Scienza e Tecnologia delle Sementi" nel 1994. Ha preso servizio in qualità di ricercatore universitario in data 7/9/95 presso l'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, afferendo al Dipartimento di Agrobiologia e Agrochimica (DABAC). In data 26/10/99 ha ricevuto la conferma in ruolo. In data 1/11/2006 viene nominato Professore di II fascia presso la Facoltà di Agraria della Università della Tuscia e in data 8/04/2010 riceve la conferma in ruolo.

Dal mese di settembre 2009 è Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Agrarie.

Attualmente è incaricato degli insegnamenti di “Biotecnologie delle produzioni vegetali”, Corso di Laurea in Biotecnologie e “Miglioramento genetico e biotecnologie del seme”, Corso di Laurea Laurea Magistrale in Biotecnologie Agrarie e Ambientali.

Lavora da più di 20 anni nel settore del miglioramento genetico e della genetica molecolare delle piante coltivate, con particolare riferimento al sistema riproduttivo ed alle sue modificazioni di interesse applicativo (apomissia, partenocarpia, maschosterilità), alla caratterizzazione morfo-molecolare di germoplasma locale di specie orticole (in primis pomodoro e fagiolo) e al miglioramento genetico per caratteri qualitativi in pomodoro.

Le prime linee di ricerca hanno riguardato lo studio del fenomeno dell’apomissia in Poa pratensis ed altre graminacee (Elymus spp., Setaria spp), con analisi a livello morfologico, cito-embriologico e molecolare.

Ricerche più recenti hanno riguardato l’espressione di mutazioni per la partenocarpia e la maschiosterilità genetica in pomodoro. Gli studi dettagliati condotti sul mutante parthenocarpic fruit (pat) hanno rivelato nuovi aspetti del complesso fenotipo e della sua espressione. A livello molecolare, il locus Pat è stato mappato finemente nell’ambito di un progetto volto all’isolamento del gene in base alla posizione di mappa e circoscritto ad una regione genomica di 0,2 cM ad alta microsintenia con Arabidopsis, in cui sono collocate cinque sequenze codificanti (geni candidati). Attualmente, la ricerca sta puntando su un fattore trascrizionale che presenta alta probabilità di rappresentare il gene Pat poiché è legato allo sviluppo dell’ovulo, alla risposta all’auxina ed al destino dell’ovario. Tramite analisi DDRT-PCR sono stati identificati, clonati e caratterizzati tramite studio di espressione e di funzione geni espressi differenzialmente in mutanti partenocarpici (pat e pat-2) in confronto con le rispettive linee normali. Con simile approccio sono stati studiati geni codificanti enzimi della biosintesi delle gibberelline, che putativamente svolgono un ruolo specifico nello stimolo allo sviluppo dell’ovario in frutto. Altre ricerche in corso hanno riguardato la descrizione e mappatura di mutanti maschiosterili di pomodoro di possibile interesse applicativo, l’identificazione e mappatura di geni coinvolti nella determinazione dell’identità degli stami e lo studio della variabilità per la fertilità in condizioni di stress da caldo in ecotipi e cultivar combinato ad approcci biotecnologici per aumentare tale tolleranza (silenziamento per RNAi di un gene convolto nella biosintesi dei lipidi e sovraespressione condizionale di un trasportatore di prolina nelle antere).

Nel campo dello studio della biodiversità, ha svolto ricerche nell’ambito di progetti a livello locale, nazionale ed internazionale. A livello nazionale è stata intrapresa una caratterizzazione morfo-molecolare sistematica del germoplasma di pomodoro autoctono dell’Italia centrale con il duplice obiettivo del fingerprinting e dell’analisi di associazione marcatore-carattere. Altre ricerche hanno riguardato specifiche varietà locali laziali (pomodoro Scatolone di Bolsena, fagiolo del Purgatorio di Gradoli, lenticchia di Onano),  abruzzesi (pomodoro A pera abruzzese e pomodoro Mezzotempo) e siciliane (fagiolo Badda di Polizzi Generosa, lenticchia di Ustica, di Villalba e di Linosa). E’ stato promotore dell’iscrizione del pomodoro Spagnoletta del golfo di Gaeta e Formia nel Registro Volontario Regionale delle risorse genetiche autoctone della regione Lazio. E’ stato referente presso l’Università della Tuscia per il progetto Biodiversità Brasile-Italia del Ministero Affari Esteri.

Nel campo del miglioramento genetico per la qualità, è in corso di svolgimento una ricerca volta allo studio di mutazioni in grado di aumentare il contenuto di antociani nella bacca ed un lavoro di breeding per la selezione di nuove combinazioni geniche in grado di variare il contenuto in pigmenti e altre sostanze antiossidanti.

E’ stato Responsabile di U.O. in progetti PRIN-MIUR e nel Progetto Strategico biennale SCRIGNO, MIUR-CNR. E’ stato componente di U.O. in progetti nazionali (MIUR, MiPAF, CNR, MiSE), europei (PHASELIEU) ed internazionali (MAE-IAO, CUIA) e responsabile scientifico o collaboratore in convenzioni con partner privati (Cirio, Syngenta, Barilla, Agrobios) e pubblici (Consorzio Ballatore, CRA-ORA, IAO).

E’ referee per riviste internazionali (Plant Physiology, Sexual Plant reproduction, Functional Plant Biology, Journal of Experimental Botany, Euphytica, Theoretical and Applied Genetics, Advances in Horticultural Science) e agenzie di finanziamento alla ricerca internazionali [United States-Israel Binational Agricultural Research and Development Fund (BARD) e Technology Fundation STW (Netherlands Organisation for Scientific Research)]. E’ membro dell’International Association of Sexual Plant Reproduction Research (IASPRR), della Società Italiana di Genetica Agraria (SIGA) e della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana (SOI). E’ autore di circa 60 pubblicazioni la maggior parte delle quali su giornali internazionali referizzati e 94 contributi scientifici a congressi, orali e poster.

 

 

In collaborazione con i laboratori:

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